Descrizione
Fusion 2020
Una cuvée senza solforosa con vinificazione completa in barrique e in anfore di Merlot, Malbec, Carmenere, interazioni
potente tra la materia e il suo contenitore, legno e argilla.
Vino |
Fusion – Château Le Geai 2020 |
| Denominazione | Bordeaux Supérieur AOC |
| Annata | 2020 |
| Tipologia | Rosso |
| Vitigni | Merlot, Malbec e Carménère |
| Terreno | Argilloso-sabbioso con ferro |
| Alcool | 13,5% |
| Vinificazione | In botti di rovere e in anfore di terracotta |
| Solfiti | NON contiene solfiti aggiunti |
| Formato | 0,75 L |
| Consumo ideale | 2021-2030 |
| Temperatura di servizio | 18 °C |
| Decantare | Di preferenza da 30 min ad 1 ora prima di berlo |
| Giudizio AlPassoFood | 8/10 |
| Abbinamenti | Carni rosse (manzo e vitello), pollame, selvaggina (cervo, capriolo, cinghiale), formaggio |
NOTE DI DEGUSTAZIONE
Colore rubino intenso, aromi tostati, vino vivo e fresco.
PERCHE CI PIACE
È un vino speziato, con note aromatiche, dal sapore intenso e caldo.
Si accompagna bene con salsicce di cinghiale.
Si beve facilmente e in poco tempo, se si è in buona compagnia.
È un vino naturale, affinato in anfore di terra cotta e in botti di rovere.
È certificato demeter, da vitigni coltivati senza prodotti chimici, in maniera naturale.
ABBINAMENTI
Carni rosse, manzo e vitello, ma anche agnello, cinghiale, cervo, capriolo, stufati sostanziosi: pollo al vino, fonduta bourguignone, coniglio alla cacciatora o arrosto, tacchino arrosto, ma anche funghi porcini, lasagne o spaghetti alla bolognese, anatra arrosto, maiale grigliato. E’ perfetto anche con il formaggio (emmental, camembert, pamigiano, pecorino).
CANTINA
Châteaux LE GEAI
Château Touzet é un Dominio Famigliare dal 19° secolo. Situato nel Sud Ovest della Francia, sopra Saint-Emilion e Pomerol, le vigne si estendono su costoni assolati, lungo il fiume Isle, in mezzo ad una vegetazione ricca e varia, costituita da siepi, prati, boschi e molti alberi da frutto.
E’ nel 2000 che Henri DUPORGE rileva l’azienda agricola di famiglia e crea lo Château Le Geai, utilizzando metodi di agricoltura biologica. Appassionato di vini, cura lui stesso il lavoro della vigna, la vinificazione e l’elaborazione del vino.
Non vengono utilizzati prodotti chimici o insetticidi, i terreni sono coltivati nel più gran rispetto dell’agricoltura biologica. E’ realizzato un lavoro superficiale del suolo, secondo le regole dell’agricoltura Biodinamica. La vinificazione è sempre “naturale” (con lieviti indigeni). Il “senza sulfiti” è la regola che domina tutte le trasformazioni dell’uva in vino, in seguito su alcuni vini saranno aggiunti solfiti su altri no. I solfiti utilizzati sono comunque naturali (zolfo vulcanico).
I diversi vitigni vengono vinificati separatamente. I metodi di vinificazione variano a seconda dell’annata e dei vitigni (follatura, rimontaggi e svuotamenti e soprattutto glougloutage).
Il “glougloutage” (gorgoglio) è la tecnica meno interventista, più naturale e dolce messa a punto da Henri Duporge. Essa consiste nell’immergere la vinaccia e mantenerla per tutta la sua fermentazione in un ambiente chiuso senza alcun intervento, un tappo permette al gas di evacuare e al vino di “glouglouter” (gorgogliare) nel mezzo della materia. La fermentazione è naturale, nessun lievito aggiunto, nessun controllo della temperatura, nessuna follatura o rimontaggio. Questo metodo permette una vinificazione lunga e dolce che si avvicina molto al fenomeno naturale della creazione del vino.
L’azienda sviluppa la diversità dei vitigni: Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Cot Malbec e Carménère noire, con assemblaggi eleganti, raffinati, unici, rispettosi della natura e della tradizione.
I vini di queste vigne coltivate in Biodinamica sono assolutamente naturali, non vengono utilizzate proteine di origine animale per schiarirli e sono quindi compatibili con una dieta vegana. Inoltre, il basso contenuto di solfiti li rende molto digeribili.
L’azienda è certificata Biologica e Biodinamica da organismi indipendenti (Ecocert e Demeter).
La vinificazione avviene per immersione delle vinacce (in botti inox), poi “glougloutage” in anfora di terracotta (senza follature né rimontaggi), con qualche cuvée passata a mano su setaccio di rovere (metodo ancestrale risalente al 1900, applicato in azienda dalla prima cuvée del 2003), invecchiamento da 8 a 30 mesi in botti di rovere o anfore (50/50 su tutto).
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